La regolamentazione della caccia per noi che la conosciamo bene, andrebbe assolutamente rivista, ma per spiegare quanto sia sbagliata la percezione di noi cacciatori, visti, appunto, come barbari senza regole e limiti, ci viene solo in aiuto!
E’ un pilastro che dimostra quanto ci vengano imposte restrizioni maggiori (spesso a opera delle regioni) rispetto a quanto la stessa legge quadro 157/’92 non preveda.
Il fatto che conosciamo cosa funzioni e cosa no (perchè non è affatto vero che vogliamo cacciare tutto e senza limiti, ma riconosciamo che, per esempio, certe specie andrebbe introdotte a tutela delle colture e della popolazione intera, magari turnandole con altre!) dimostra quanto possa essere etica e responsabile la caccia.
Le leggi e i regolamenti, in ogni caso, vengono concepiti per assicurare che la caccia contribuisca positivamente all’equilibrio degli ecosistemi, piuttosto che sottrarre risorse preziose, come è la fauna selvatica, riconsociuta come un bene di interesse pubblico.
Queste norme includono (limitandoci a spiegare la natura dellla norma stessa, astenendoci -in questa sede- di esprimere opinioni su quanto poi si stia facendo per relaizzare lo scopo della norma, e non certo da parte dei cacciatori:
- Tempi di Caccia: Definiti scientificamente per interferire il meno possibile con i cicli vitali degli animali, come la riproduzione o la migrazione.
- Limiti di prelievo: Stabiliti per mantenere le popolazioni animali entro livelli sostenibili, evitando il sovrasfruttamento di specie specifiche.
- Mezzi di Caccia Consentiti: sono precisamente specificati, al fine di escludere metodi crudeli o non selettivi che potrebbero danneggiare altre specie, oltre che l’animale singiolarmente cacciato.