Un Nuovo Cacciatore di Eleonora Vignato
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Una delle domande che ricevo più spesso è: “Se in passato ho avuto qualche problema con la giustizia, posso ancora ottenere il porto d’armi per uso caccia?” La risposta, come molte cose in ambito legale, dipende da diversi fattori.
Ottenere il porto d’armi uso caccia non è solo questione di superare l’esame per la licenza.
Ci sono requisiti molto precisi da soddisfare, e alcuni riguardano proprio il tuo passato penale.
In questo articolo ti spiego tutto quello che devi sapere per evitare brutte sorprese.
Se hai dubbi specifici o vuoi approfondire ogni aspetto del percorso per diventare un cacciatore abilitato, il nostro videocorso “Un nuovo Cacciatore” ti fornirà tutte le risposte necessarie, guidandoti passo passo.
REQUISITI: COSA DICE LA LEGGE?
Il primo requisito è piuttosto semplice: devi avere almeno 18 anni.
Fin qui tutto chiaro, giusto? Ma è sui requisiti soggettivi che molte persone iniziano a preoccuparsi.
La legge italiana, infatti, stabilisce che non puoi ottenere il porto d’armi se hai riportato condanne per reati specifici (ricordati anche che se tu fossi obiettore, dovresti rinunciare allo status).
In particolare, non puoi avere condanne per:
Questi criteri, previsti dall’articolo 11 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), sono il primo filtro che viene applicato. Tuttavia, la legge permette di superare questi ostacoli in caso di riabilitazione, una procedura che riconosce ufficialmente il ravvedimento del soggetto e che consente di cancellare gli effetti di una condanna precedente.
L’ART.43 E LA DISCREZIONALITA’ DELLA QUESTURA
L’articolo 43 del TULPS aggiunge altre condizioni. Ad esempio, potresti avere difficoltà ad ottenere il porto d’armi se hai riportato condanne per:
Oltre a questo, il Questore ha il potere di rifiutare la licenza discrezionalmente se ritiene che il richiedente non sia di buona condotta o non dia affidamento di non abusare delle armi.
Ma cosa significa in pratica? In poche parole, la Questura può negare il porto d’armi anche in assenza di condanne gravi, basandosi su situazioni di vita come la frequentazione di persone pregiudicate o ambienti criminogeni, o sulla presenza di comportamenti irresponsabili come contravvenzioni ripetute.
PATTEGGIAMENTO E PORTO D’ARMI
Un’altra questione che genera molta confusione è quella legata alla sentenza di patteggiamento. Molti pensano che non abbia gli stessi effetti di una condanna, ma secondo la legge, una sentenza di patteggiamento è equiparata a una condanna vera e propria, almeno per alcuni anni.
In genere, dopo cinque anni dalla sentenza di patteggiamento, se non ci sono stati altri reati, gli effetti penali si estinguono.
Tuttavia, la Questura ha comunque il potere di valutare i fatti e decidere se il richiedente sia una persona affidabile. Questa valutazione non si basa solo sulla sentenza, ma anche su una serie di considerazioni, come il comportamento generale della persona.
LA MANCANZA DI AFFIDABILITA’
La mancanza di affidabilità può essere determinata da molteplici fattori. Ad esempio:
Questi esempi possono sembrare casi estremi, ma la realtà è che le Questure tendono spesso ad applicare la legge in maniera restrittiva.
Anche se in molti casi puoi presentare memorie a sostegno della tua affidabilità, è chiaro che la situazione può diventare complicata e generare un certo disagio.
COSA FARE SE HAI DEI DUBBI?
Se hai dubbi sulla tua situazione o temi che un vecchio errore possa compromettere la tua richiesta per il porto d’armi, la cosa migliore è informarsi bene e agire per tempo.
La legge offre varie possibilità per sanare eventuali situazioni pregresse, ma è fondamentale sapere esattamente come muoversi.
Con il nostro videocorso “Un nuovo Cacciatore” avrai tutto il supporto necessario per comprendere a fondo i requisiti per ottenere la licenza e affrontare eventuali ostacoli legati a precedenti penali.
Con Passione,
per appassionarTi.
Eleonora Vignato

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